lunedì 10 settembre 2012

Un Post Che Non C'è: Conserva di Pomodori



Post piccino picciò per condividere una non ricetta. D'estate e d'inverno mi lamento, sempre dietro ai pomodori: d'estate perchè ce ne sono sempre troppi, più della nostra capacità di consumarli e d'inverno perchè non ce ne sono (mi raccomando la stagionalità!) e mi mancano. Così da qualche anno li metto sotto vetro....ma non come passata. Di passate "buone e giuste" ne trovo, quello che mi piace ritrovare quando le giornate son corte e un po' grigie, è proprio il sapore del pomodoro fresco; e questo è fino adesso il modo migliore che ho trovato (me l'ha passato la mia mum) per invasare il sole estivo e tirarlo fuori quando mi vien un po' di nostalgia.

POMODORI in CONSERVA

Pomodori maturi ma sodi
Barattoli di Vetro

Con molta pazienza (avrei dovuto aggiungerla agli ingredienti) sbucciare i pomodori, tagliarli a metà e "strizzarli" per eliminare semi e parte acquosa. Mi raccomando la strizzatura fatela su un colino così da recuperare l'acqua dei pomodori che ultimamente va molto di moda. Invasare i pomodori stretti stretti, tappare, immergerli in acqua (che superi di 1-2cm i tappi) e farli bollire per 30'. Lasciare raffreddarecompletamente nell'acqua affinchè si crei il vuoto e metterli in dispensa. Utilizzare a piacere, io di solito faccio un sughetto fresco.

Con lo stesso metodo metto via i datterini o i pomodori ciliegina da mettere sulla focaccia o sulla pizza: si tagliano a metà, si strizzano delicatamente, si invasano, si sterilizzano et voilà l'estate è pronta da servire in inverno.

Li metto via semplicemente, senza alcuna spezia o erba aromatica ma nulla vi vieta di aggiungere nei vasetti qualche foglia di basilico o dell'aglio.

Un sorriso rosso,
D.

mercoledì 5 settembre 2012

L'Estate Sta Finendo: Pan Girasole


Country Sourdough Bread

Settembre, l'estate sta finendo....e anche a questo giro mi vien da dire che "poteva andare meglio". Negli ultimi anni questa stagione si rivela sempre un po' strana e faticosa: parto con le migliori intenzioni (farò, scriverò, fotograferò...) e piena di aspettative ma poi in un modo o nell'altro mi perdo in una sorta di limbo interiore e il tempo scivola dalle mani. Non solo, quest'anno è arrivato anche uno schiaffone di quelli che la vita ti regala (verbo da usare solo con il senno di poi e dopo averci meditato e pianto su per trovarne un senso) quando meno te lo aspetti, potente e sonoro: allora fanculo il limbo, il grigio e i drammi che non sono drammi.
Mi son svegliata, a settembre, e ho iniziato questo mese di petto e con tutta la grinta che posso. Con me, è uscito dal letargo (e dall'insalamatura) anche Lazzaro che ha ripreso la sua attività....anche lui arzillo e forzuto.

PAN GIRASOLE (*)
1kg Farina Sapori Antichi (Molino Marino)
200g Farina 0
600g Lievitino di Lazzaro (fatto la sera prima con 200g Lievito Madre, 200g Acqua, 200g Farina)
30g Sale

Nella ciotola dell'impastatrice mettere il lievitino, le farina e l'acqua, azionare la macchia a velocità bassa per 3', poi passare a velocità media per 6'. Quando si è formata una palla ma ancora ruvida, spegnere e lasciare riposare per 20-30'. Aggiungere il sale e lasciarlo assorbire per 2-3' a velocità bassa poi passare a velocità medio-alta e lavorare per 10-15'. L'impasto è pronto quando diviene liscio ed elastico. Rovesciarlo sulla spianatoia leggermente infarinata e lasciare riposare per un'oretta. Riprendere l'impasto e dare due giri di pieghe a tre. Lasciare riposare ancora un'ora, poi spezzare e formare i filoni o le pagnottelle. Metterle in un cestino ricoperto da un canovaccio infarinato e lasciarle lievitare a temperatura ambiente per 3-4 ore, o comunque fino a quando il pane è pronto per essere infornato (prova dito: premere delicatamente con un dito e se la fossetta lasciata torna su in modo regolare). Accedere il forno al massimo inserendo una placca da forno. Quando è in temperatura, tirare velocemente fuori la placca e rovesciare le forme, incidere con una lametta e infornare spruzzando per bene il forno. Cuocere per 20' poi girare la placca e continuare a cuocere per altri 10'. Se si è lavorato bene il pane in cottura sviluppa tantissimo e non dovrebbe impiegare più di 40' per cuocere.

(*) In questo caso ho fatto delle pagnottelle da 250g che ho stampato con un attrezzino a forma di girasole.

Un sorriso bello,
D.

PS. Questo post, i cambiamenti e tutto il buono che verrà sono per Marco, buongustaio e fan di Lazzaro, ....e Giovanni, Athos e Lola.




venerdì 13 luglio 2012

I'm back: Confettura di Albicocche & Lavanda

Apricot & Lavander Jam

Non ci credo, sono passati esattamente 7 mesi dall'ultimo post de Lo Scief Scientifico. Allora eravamo in inverno oggi siamo in piena estate, e mi sembra ieri tanto i giorni sono stati intensi e pieni pieni. Spesso mi siete venuti in mente ed alcuni di voi mi hanno anche scritto per sapere che fine avessi fatto. Già, ma che fine ho fatto? Ho fatto la fine di Dr. Jackill e Mr. Hide: di giorno insegnante e di sera studente. Ebbene sì sono ritornata fra i banchi!!!! Vi tengo ancora qualche mese sulle spine perchè questa nuova avventura si chiuderà solo a fine Dicembre e spero di uscirne vincitrice. Il 30 Giugno invece ho smesso i panni dell'insegnante e mi sto godendo un po' di calma e tranquillità e soprattutto di casa, giardino e orto....e sono contenta!

La confettura che vi propongo oggi è un classico....albiccocche e lavanda.....per me però è stata la prima volta e ne sono rimasta entusiasta. Il prossimo inverno sarà di nuovo estate!

CONFETTURA di ALBICOCCHE & LAVANDA
Per 4 vasetti da 250ml

1,3 Kg Albicocche (già pulite e tagliate a pezzetti)
650 g Zucchero
5 Spighe fresche di Lavanda (*)
1/2 Limone (succo)

In una capiente ciotola di ceramica o di vetro mettere le albicocche e lo zucchero. Mescolare ed aggiungere 3 spighe intere e 2 sgranate (quindi solo i fiori). Lasciare macerare in frigorifero per 10-12 ore mescolando di tanto in tanto. Trascorso il tempo togliere la tre spighe intere e cuocere la confettura per 10' da quando ha raggiunto il bollore (oppure fino a quanto raggiunge i 105°C). Invasare nei vasi sterilizzati e tappare subito.
Lavander Honey To Be....

Io sterilizzo i vasi in questo modo: li lavo con acqua e sapone e li sciacquo molto bene. Li metto sulla placca del forno con i tappi (rivolti all'insù) e metto in forno. Accendo a 100-125°C e li tengo caldi fino al momento di invasare.
(*) Fare attenzione alla quantità di lavanda da aggiungere perchè se si esagera la confettura prende un gusto amaro e quasi di sapone. Io ho provato con 5 spighe belle piene (di quelle che vedete in foto) e l'ho trovata perfetta.

Un sorriso bello,
D.

martedì 13 dicembre 2011

Lussekatter: Santa Lucia al Cubo


Lussekatter

Oggi è Santa Lucia e anche io come molti foodblogger ho deciso di accogliere l'iniziativa di Caris e di stringermi intorno alla Fondazione Santa Lucia, ai suoi pazienti e al personale che vi lavora per manifestare la mia solidarietà contro una decisione profondamente ingiusta da parte della Regione Lazio che vuole chiudere a fine mese questo istituto per mancanza di fondi, sì avete capito bene, per mancanza dei soldi necessari a mantenere in piedi la struttura e a pagare gli stipendi. Ma come si fa anche solo a pensare di chiudere un centro di eccellenza che rappresenta per molte persone e soprattutto per molti bambini l'unica risorsa, il punto di riferimento per tornare a (o per sperare di) migliorare la propria qualità di vita e di conquistare quella che per tanti di noi è semplice normalità?
Grazie all'operazione di sensibilizzazione al problema che i genitori dei piccoli pazienti hanno fatto, sembra che qualche cosa si stia muovendo a favore di questa fondazione.....ma io sono un po' come S. Tommaso e se non vedo non credo. E  mi aspetto di sentir parlare del Santa Lucia, aperto ed operativo, anche nel 2012 (e dopo ancora)!

I Lussekatter, cioè i "gatti di Santa Lucia", sono delle brioche svedesi allo zafferano che vengono mangiate per colazione il giorno di Santa Lucia; questa giornata è una festa molto sentita nei paesi del Nord Europa ma anche in alcune zone della nostra penisola.

LUSSEKATTER
Per 10 pezzi

1/2 Cucchiaino di pistilli di zafferano (o 1 bustina) (*)
2 Cucchiai di acqua bollente
500g Farina forte (tipo Rieper)
220 ml Latte tiepido
12g Lievito di birra
1 Uovo
75g Zucchero (se ne possono mettere 50-100g a seconda della dolcezza che si vuol dare all'impasto)
100g Burro morbido
1 Pizzico Sale

Mettere lo zafferano in una tazzina da caffè, aggiungere l'acqua bollente, coprire con la pellicola e lasciare riposare il più a lungo possibile (fino a 12 ore).
Nella ciotola dell'impastatrice (o in una ciotola capiente) mettere la farina, lo zucchero e il sale e mescolare bene. Sciogliere il lievito nel latte tiepido ed unire l'uovo sbattendolo leggermente con la forchetta per romperlo. Avviare a velocità medio-bassa ed aggiungere alla farina il latte-lievito-uovo. Aggiungere anche l'acqua con lo zafferano precedentemente filtrata. Impastare bene fino a quando lìimpasto si incorda, diviene cioè liscio e si stacca dalla ciotola. A questo punto aggiungere il burro morbido un pezzetto per volta fecendo assorbire bene ogni pezzetto prima di aggiungere il successivo. Incordare nuovamente. Formare una palla e lasciare lievitare fino al raddoppio coperto da pellicola. Al raddoppio, riprendere la pasta e dividerla in 10 pezzi da circa 90g l'uno. Formare con ognuno una pallina stretta, lasciare riposare 15' in modo che il glutine si rilassi e porcedere a formare dei cordoncini lunghi 35-40 cm. Arrotolare ogni cordoncino a S (oppure formare un 8) mettendo al centro di ogni ricciolo un'uvetta. Mettere le briochine su una placca foderata di carta da forno e far lievitare fino al raddoppio. Spennellare con l'uovo sbattuto e cuocere in forno caldo a 200°C per circa 12 minuti.

Questo pandolce è molto aromatico ed è perfetto insiema alla marmellata per una colazione dolce. Diminuendo la quantità di zucchero a 50g queste briochine possono anche essere consumate insieme a formaggi e salumi per un inizio di giornata o una merenda salata.

(*) Io che non amo molto lo zafferano ne metto solo mezza bustina in modo che l'aroma sia leggero e non marcato.


Un sorriso solidale,
D.

venerdì 9 dicembre 2011

Cavatelli: From London With Love


Making Cavatelli 

Un post volante piccino picciò....cliccate sulla foto e venitemi a trovare su GM! Vi aspattano i cavatelli "step by step", una ricetta e un libro...

Un sorriso buon week end,
D.

lunedì 5 dicembre 2011

Tigelle: Gozzoviglio Mode On


Tigelle 

Dopo le "fatiche" dei biscotti (per la cronaca, domenica ne ho fatti altri...per il mio alberello!) ho messo le mani in pasta perchè mi è venuta voglia di tigelle. Questo tipico pane del modenese, insieme alle focaccette fritte della mia mum e ai panzerotti, sono il simbolo del gozzoviglio rilassato di casa nostra. Quando si ha voglia di stare tutti insieme in allegria sbocconcellando qualcosa ecco che la scelta cade su una di queste tre squisitezze. Dopo due giorni un po' pieni, avevo il desiderio di chiudere il week end con una bella cenetta tranquilla: io e P. seduti sul divano con i piedi sul pouf....insomma un gozzoviglietto! 

La ricetta, ormai super collaudata, me l'ha passata mia cugina Serena ed utilizza latte e/o panna per ottenere un impasto molto molrbido. La cottura delle tigelle deve avvenire con l'apposito ferro (quello della foto).

TIGELLE
Per 20-25 tigelle 

500g Farina 0
350 ml Latte (o un mix di panna e latte o un mix di acqua e latte)
12g Lievito di Birra
10g Sale

Impastare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio e morbido (se occorre aggiungere un altro po' di latte). Formare una palla e lasciare lievitare fino al raddoppio. Sulla spianatoia stendere l'impasto ad uno spessore di 3-5mm e ritagliare dei cerchi con un coppa pasto o un bicchiere (devono essere un po' più piccoli del cerchio del ferro). Lasciare riposare una mezz'oretta e nel frattempo sul fornello scaldare bene entrambe le facce del ferro. Cuocere e servire le tigelle calde.

Le tigelle si accompagnano a salumi e formaggi ma l'accompagnamento classico (e  la morte loro) è il battuto di lardo.

Un sorriso ghiotto,
D.

mercoledì 30 novembre 2011

Panpepato di Alda: Una Domenica d'Oro


Come sapete domenica scorsa io e le altre Ragazze dei Navigli (così siamo state soprannominate) abbiamo fatto giornata al mercatino dell'antiquariato...e con nostra somma gioia nonostante il freddino e la stanchezza ci siamo sentite abbracciate dal calore di tutte quelle persone che si sono fermate al nostro banchetto e hanno dato il loro contributo per i bambini di Rocchetta Vara. Al tramonto la nostra bustina gialla (= cassa) era bella pesante e di fronte ad un caffè e con il cuore un po' trepidante abbiamo contato il ricavato fino all'ultimo centesimino...1555 euro!! E' stato un vero successo e ripensando a tutte le emozioni, ai sorrisi, alle chiacchiere e alle persone incontrate non posso fare a meno di pensare di essere proprio una ragazza fortunata. 
La ricetta di questo panpepato è di Alda Muratore, una presenza storica del Forum de La Cucina Italiana. Conservo molto gelosamente le sue ricette, tutte di sicura riuscita, perchè Alda era una persona squisita e generosa che ha sempre condiviso con tutti i suoi segreti cucinieri. Quindi quale ricetta potevo scegliere se non questa per un'occasione così speciale?

Gingerbread Christmas Cookies

PANPEPATO di ALDA
Per tanti biscotti

1,2 Kg Farina 00
200g Burro morbido
250g Zucchero
500g Miele (di quello aromatico, non industriale)
3 Tsp (almeno) di spezie (cannella, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano, anice) (*)
15g Lievito per dolci
15g Cacao amaro
2 Uova

Mettere in una pentolino capiente il miele, lo zucchero, il burro e le spezie e far sciogliere tutto a fuoco bassissimo mescolando di tanto in tanto. Lasciare intiepidire a temperatura ambiente ma senza lasciare indurire troppo il composto. In una ciotola molto capace (o nella ciotola dell'impastatrice) mescolare la farina, con il lievito e il cacao. Sbattere leggermente le uova e mescolare con le fruste. Aggiungere sempre con le fruste accese, il composto di miele, zucchero e burro e mescolare fino a quando la pasta è ben liscia. Formare una palla e lasciare riposare l'impasto per una notte in un luogo fresco. Stendere la pasta intorno ai 5 mm di spessore, praticare un forellino con uno stuzzizadenti e cuocere in forno a 170°C per 10' (controllare intorno agli 8 minuti perchè i biscotti non devono scurire). Sfornare, ripassare con lo stuzzicadenti il buchino, lasciare raffreddare, decorare (se volete) e conservare in scotole di latta o a chiusura ermetica.

Questi biscotti, proprio per la presenza di miele, devono frollare per qualche giorno prima di essere consumati perchè appena usciti dal forno sono abbastanza duri. Devono essere quindi preparati con un po' di anticipo.

Per la decorazione: una volta cotti decorarli a piacere con glassa di zucchero.

(*) Per le spezie: io ho adottato queste proporazioni: 3 Tsp Mixed Spice, 1/2 Tsp Cannella, 1/2 Tsp Zenzero, 1/4 Tsp All Spice. Mixed Spice e All Spice arrivano direttamente dall'England quindi non so se sono reperibili anche in Italy. Potete però regolarvi utilizzando 1/2 Tsp di ogni spezia.

Un sorriso grato, 
D.