lunedì 28 febbraio 2011

Gâteau au Chocolat de Suzy: Mancano Solo le Tende

Gâteau au Chocolat de Suzy

Ehm, ma non avevo promesso di non fare lo yo-yo che un giorno ci sono e poi sparisco?? Lo so....sono assolutamente inaffidabile ma anche febbraio mi ha messo a dura prova in quanto a incasinamenti vari. Però finalmente tutto ora sembra andare per il verso giusto dentro e fuori: dentro, da giovedì ho ricominciato a respirare e a sentire la testa e il cuore più leggeri perchè ora posso dire che al di là di tutto siamo stati fortunati (grazie nonni che avete guardato giù!) e fuori (che è sempre dentro), il parquet c'è (che non vi venga mai in mente di cambiare il layout della vostra casa quando ci abitate dentro!!!), i muri sono tinteggiati e allegri, le porte ci sono e soprattutto si chiudono e la quantità di polvere è tornata sotto i livelli di guardia....a questo punto mancano solo le tende alle finestre per mettere la parola fine, dentro e fuori.

Questo gâteau è semplice semplice e buono buono.....forse un altro cake che si aggiunge agli altri milioni di cake al cioccolato....ma è stato bello ritornare a rilassarsi in cucina con il cuor contento. La ricetta arriva dritta dritta dal Larousse du Chocolat, io l'ho personalizzata aggiungendo una noticina d'arancia e usando un po' meno zucchero .

GÂTEAU au CHOCOLAT de SUZY
(Per 6-8 persone

250g Cioccolato fondente al 60-64%
250g Burro
4 Uova medie
200g Zucchero
70g Farina (io, senza glutine)
2 Tbsp Marmellata di Arance Amare
Panna

Accendere il forno a 180°C. In una ciotola resistente al calore mettere il cioccolato e il burro tagliati a pezzetti e far sciogliere in forno. Montare le uova con lo zucchero fino a quando sono bianche e spumose. Frullare la marmellata in modo che le scorzette vengano sminuttate finemente e aggiungerne 2-3 cucchiaini colmi al composto di uovae zucchero. Quando il composto cioccolato-burro è pronto, lasciare intiepidire e poi versarlo sulle uova e mescolare molto delicatamente. Aggiungere la farina setacciata e mescolare bene, sempre con un movimento dal basso verso l'alto. Versare in una tortiera da 22cm di diametro imburrata e infarinata e cuocere per 25-30 minuti tenendo lo sportello del forno un filino aperto (con il manico di un cucchiaio di legno). Sfornare e lasciare raffreddare su una gratella. Servire così come è oppure con un cucchiaio di panna montata aromatizzata con un po' della marmellata frullata per rinforzare la nota agrumata del cake.

Un sorriso sorridente,
D.

mercoledì 2 febbraio 2011

Gnocchi di Castagne con Pesto di Radicchio: A Volte Ritornano...

Chestnut Gnocchi

Mi sembra una vita dall'ultima volta che ho scritto qui sopra....e se penso a tutto quello che è successo nel mezzo, quasi quasi lo è. Pensando poi che è ormai da qualche tempo che per un motivo o per un altro mi toccano inizi d'anno in salita, ho deciso che a me il mese di Gennaio proprio non piace. Mi costa un po' dirlo soprattutto perchè a questo punto devo chiedere pubblicamente perdono alla mia mum (spero non passi di qui a leggere se no poi si gasa troppo!....odio ammettere di avere torto....) per tutte le volte che l'ho (e l'abbiamo) presa in giro per la sua famosa perla di saggezza "Gennaio non finisce mai"....perchè finiscono le frenesie e l'operosità delle feste e arrivano i suoi freddi giorni lenti lentissimi.
Adesso che Gennaio è finito, ho tirato un bel sospiro e quasi quasi riesco già a sentire profumo di primavera e in cuor mio spero (anzi so) che andrà tutto bene.

Prima però che finisca il freddo (e il radicchio), o meglio, che arrivi la primavera (è alle porte visto che Gennaio è finito!!!) vorrei lasciarvi questa ricetta-coccola semplice e buona. A casa nostra gnocchi di patate serviti con il pesto ligure sono un classico...questi, un'ottima variazione sul tema.

GNOCCHI di CASTAGNE con PESTO di RADICCHIO
(per 4 persone)

Per gli gnocchi
700g Patate rosse (trovo che siano le migliori per gli gnocchi)
50g Farina bianca
150g Farina di castagne
1 Uovo

Il procedimento è come per gli gnocchi classici.

Per il pesto di radicchio
2 Cespi di radicchio lungo
1 manciata di pinoli
1 manciata di noci
1 Spicchio d'aglio
Olio extra vergine q.b.
Parmigiano grattugiato q.b.
Sale

Lavare e asciugare le foglie di radicchio e frullarle nel mixer con i pinoli, le noci e l'aglio. Unite qualche cucchiaio di parmigiano e aggiungete olio fino a formare una crema densa. Aggiustare di sale e lasciare insaporire per qualche ora.

Chestnut Gnocchi with Radicchio Pesto..

Cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata, scolarli man mano che vengono a galla e condirli con il pesto preparato. Servire con una cialda di parmigiano che dona un tocco croccante alla morbidezza dolce amara degli gnocchi e del pesto.

Un sorriso bello,
D.

sabato 25 dicembre 2010

Panettone: Buon Natale 2010!

Panettone

Sempre di corsa....sempre con la testa occupata da mille pensieri ma...non potevo mancare oggi per augurarvi di trascorrere un felice e goloso Natale con i vostri cari!! Grazie, perchè il vostro sostegno e il vostro affetto sono davvero un regalo prezioso, che scarto e ammiro post dopo post ogni giorno dell'anno.

Merry Christmas!!!!

Un sorriso addobbato,
D.

giovedì 16 dicembre 2010

Torta alla Banana & Caramello Salato: Tutto o Nulla

Banana Cake with Salted Caramel Sauce

Sì perchè le reazioni di chi ha provato questo cake sono state di amore o di odio al primo boccone senza vie di mezzo...proprio come la legge del Tutto o Nulla sulla generazione dell'impulso nervoso! Lo so, sono un'inguaribile biologa ma è davvero la prima cosa a cui ho pensato nel prendere atto dei commenti a questo dolce. A frugare bene nella mia testolina, avrei potuto trovare un paragone più poetico ma che ci volete fare se trovo romantico il nostro sistema nervoso???!!!

A mio avviso, questa torta è un' alternativa molto golosa ai soliti muffin alla banana o al banana bread per far fuori le banane troppo mature. Ho trovato la ricetta sul libro dei panettieri australiani Allam & McGuinness e l'ho seguita pari pari a parte il caramello che ho voluto fare salato per spegnere ed alleggerire un pochino la nota dolce della banana.

BANANA CAKE con SALSA al CARAMELLO SALATO
Per uno stampo da 28 cm

Per la torta alla banana
300g Farina autolievitante (o farina normale più mezza bustina di lievito, circa 8g)
250g Burro morbdo
300g Zucchero (*)
4 Uova medie
200g Panna acida (facoltativo)
1 Baccello di vaniglia
20g Sciroppo d'acero
2-3 Banane mature

Accendere il forno a 200°C. In una ciotola capiente montare con le fruste elettriche (o nell planetaria) il burro morbido insieme allo zucchero e ai semini di vaniglia fino ad ottenere un composto bianco e soffice. Aggiungere un uovo alla volta facendo attenzione a incorporarlo bene all'impasto. Aggiungere la panna acida in due volte e infine la farina setacciata. In un'altra ciotola tagliare a pezzettoni le banane e schiacciarli con una forchetta ottenendo una purea grossolana e se lo si usa, aggiungere lo sciroppo d'acero. Aggiungere le banane all'impasto, mescolare bene e versare nello stampo imburrato ed infarinato. Infornare e immediatamente abbassare la temperatura a 180°C. Cuocere per 55'-65' (prova stecchino). Sfornare e lasciare intiepidire su una gratella.

(*) La ricetta originale ne prevede 355g , decisamente troppi. Io ho diminuito di 50g, ma 250g sono più che sufficienti.

Per la salsa al caramello
300g Zucchero
100ml Acqua
30ml glucosio liquido (facoltativo)
200ml Panna fresca
80g Burro salato (non salato per la versione normale)

In un pentolino dai bordi alti mettere lo zucchero, l'acqua e il glucosio liquido (se lo si usa), mescolare delicatamente con un cucchiaio. Mettere sul fuoco e senza mescolare ulteriormente cuocere fino a quando lo zucchero ha preso un color caramello non troppo scuro. Nel frattempo scaldare su fuoco basso la panna portandola quasi all'ebollizione (ma non deve bollire nè fremere). Quando il caramello è pronto, allontanare dal fuoco e aggiungere un po' alla volta la panna (attenzione che il composto inizierà a bollire ferocemente) e rimettere sul fuoco fino a quando si ottiene una salsa liscia ed omogenea. Spegnere, lasciare raffreddare qualche minuto ed aggiungere il burro.

Per servire
Sformare la torta che deve essere ancora tiepida su un piatto o un'alzatina e con uno stecchino fare un po' di buchi sulla superficie. Versare il caramello e stenderlo con una spatola. Il massimo sarebbe accompagnare la torta con una pallina di gelato allo yogurt oppure con della panna acida. Mi raccomando, in questo caso si devono tagliare delle fette piccine, perchè il troppo stroppia!

Si potrebbe anche servire la torta con il caramello a parte così ognuno fa da sè. Se il caramello indurisce basta passarlo per un minuto al microonde o riscaldarlo su fuoco bassissimo. Un'alternativa al caramello può essere senza dubbio una salsa al cioccolato fondente. Si può anche preparare semplicemente la torta e gustarla da sola con una buona tazzà di the o caffè.

Un sorriso Sweet&Sour,
D.

venerdì 3 dicembre 2010

Tartellette ai Cachi & Croccante di Noci: Come la Fenice

Tartellette with Persimmon Jelly & Walnut Brittle

Altro esempio di amore a prima vista...o meglio, mi sono innamorata prima delle piastrelline bianche e blu usate per lo styling della foto e poi, solo dopo averla provata, della ricetta che arriva dritta dritta dal libro Dolci E Fiori, per ogni stagione dell'anno.

Sabato sera vado da mia mamma che mi dice "la fai la torta per la gara di S.Martino, vero?"...io casco dalle nuvole come succede ormai sempre più spesso e rispondo: "No, a dire il vero non ho pensato a nulla e non è che abbia tutta questa voglia"; seguono 15 minuti di opera di convincimento da parte dei presenti: madre, fidanzato e cugina. Riescono nel loro intento ma sorgono due problemi non da poco: non so quale torta fare e anche sapendolo non saprei dove andare a recuperare gli ingredienti che mi servono. Pensa che ti ripensa, taglio la testa al toro con un "userò quello che ho in casa". Frugo in dispensa e negli armadi della cucina e trovo tutto, solo però in tanti pacchettini aperti semi vuoti (o mezzi pieni) che così non servono a nulla. Salto fuori con "faccio lo strudel e chi si è visto si è visto", P. che ha deciso di remare contro ribatte "ma no lo strudel no, è buono ma non è mica bello"....inizio a contare, lui prosegue "ma perchè non usi qualcosa del nostro giardino?...abbiamo le noci, le nocciole, i cachi e i fichi nel vasetto..è meglio che li usi perchè onestamente non è che abbiano proprio una bella faccia"...sono oltre il 100, sorvolo sul commento a proposito dei miei fichi invasati (che per altro hanno una faccia splendida, tiè!) e torno indietro a "noci, nocciole, cachi".....elimino le nocciole e rimangono noci e cachi....noci e cachi...."ma dov'è che ho vist.....ma sì, la ricetta delle piastrelline bianche e blu!". Prendo il libro, faccio la frolla usando tutto il burro che ho e vado a dormire serena. Domenica mattina, sveglia presto perchè la gelatina di cachi deve solidificare. Siccome è una gara di torte, decido di fare la versione "tarte" e cuocio un guscio e 3 guscetti per le tartellette. A questo punto i miei ricordi si fanno confusi....non so nè il perchè nè il per come io sia riuscita a far fare un salto carpiato a 'sto benedetto guscio che ovviamente si spiaccica sul pavimento e istantaneamemnte diventa un crumble. Impreco mentre raccolgo i pezzi anche perchè è domenica, i negozi son chiusi e non ho più burro. Proprio quando stavo per farmene una ragione, "'sta torta non s'ha da fare, punto" mi illumina l'idea, forse troppo all'avanguardia per il paesello in cui vivo, di una tarte destrutturata facendo così risorgere il mio dolce dalle proprie ceneri, come la fenice. E' con un bel vassoio di ceramica bianca con le tartellette supersisti e i bicchierini a formare una composizione molto zen che mi presento puntuale alla gara.

TARTELLETTE di CACHI & CROCCANTE di NOCI
Per 6 persone

Per la frolla:
250g Farina 00
150g Burro morbido
60g Zucchero
75g Noci tritate finemente
2 tuorli
2 Tbsp acqua
1 Pizzico di sale

Preparare le frolla e farla riposare in frigorifero per 1 ora. Stenderla ad uno spessore di 3-4mm e rivestire 6 stampi per tartellette. Cuocere in forno a 160°C per 20-25'.

Per la gelatina di cachi:
500g Cachi maturi
20g Zucchero
7g Gelatina in fogli
Succo di mezzo limone

Ammollare la gelatina in acqua fredda. Pelare i cachi e frullarli con il limone e lo zucchero. Sgocciolare la gelatina e farla sciogliere in un pentolino a fuoco dolce con uno o due cucchiai del frullato. Una volta sciolta aggiungerla al resto mescolando bene. Distribuirla nelle tartellette e lasciare riposare in un luogo fresco fino al completo rassodamento.

Per il croccante:
75g Noci tritate grossolanamente
150g Zucchero
4 Tbsp Acqua

Sciogliere lo zucchero in un tegamino con i 4 cucchiai di acqua senza mescolare. Quando il caramello è diventato biondo aggiungere le noci poco alla volta in modo che lo zucchero non si raffreddi e quindi cristallizzi. Stendere il croccante su un foglio di carta da forno e lasciare raffreddare.

Subito prima di servire spezzettare il croccante e decorare le tartellette (o i bicchierini). Questa operazione deve essere fatta al momento altrimenti il croccante si inumidisce.

Tartellette In a Glass

Senza dubbio le tartellette e i bicchierini (che sono stati una piacevole sorpresa) sono la forma migliore per gustare questo dolce perchè le varie consistenze rimangono più equilibrate. Ho provato (come vedete nella prima foto) a fare una piccola tarte ma l'assaggio della fetta non mi ha dato la stessa soddisfazione.
Ed ecco il mio cachi che regala un allegro tocco di colore al giardino imbiancato dalla neve.

Persimmon Tree

Un sorriso arancione e buon week end,
D.

martedì 30 novembre 2010

Pasta Frolla: bigliette di ceramica vendesi

Pasta Frolla

Devo ammettere che ho avuto il dubbio se pubblicare o meno questo post che dal titolo può sembrare scontato e banale. Sulla carta infatti la pasta frolla è una delle ricette più semplici e facili, davvero a prova di dummies..
Beh, per me invece è stata per anni un incubo perchè ogni volta, sia che lavorassi a mano (le mie sono sempre molto calde!!) che con il robot, la bruciavo e in cottura lasciava tutto il burro. Qualche anno fa, dopo essere approdata in England, in uno dei miei soliti giretti per negozi di caccavelle, mi trovo in mano uno strano aggeggio, chiamato dough blender, che mi spiegano essere molto utile per intridere burro e farina nella preparazione delle varie pastry; ovviamente lo compro e da quel giorno i miei problemi con la frolla sembrano essere risolti e io torno a dormire sonni tranquilli. A questo punto non ci sarebbe più nulla da dire visto che crostate e biscotti ora mi vengono come si deve, e invece no, qualcosina in più da condividere c'è ed è questo il motivo per il quale mi sono decisa a scrivere questo post; come vi ho accennato, qualche giorno fa ho frequentato un corsino di pasticceria dal mio amico pasticcere e sebbene il taglio fosse base, sono tornata a casa soddisfatta perchè ho avuto modo di capire e migliorare.
Ma veniamo alla pasta frolla....molti di voi forse sapranno già tutto ma alcuni dettagli per me (e soprattutto "vedere e toccare" la loro messa in pratica) sono state delle vere e proprie rivelazioni.

Metto la ricetta che mi è stata data al corso, ma quello che è importante è il metodo perchè la cosa fondamentale per la riuscita di un'ottima frolla friabile è evitare la formazione del glutine che avviene quando la farina entra in contatto con dei liquidi.

PASTA FROLLA

1kg Farina 00
600g Burro a temperatura ambiente
400g Zucchero a velo (o zefiro)
160g Tuorli
0.5 g Vaniglia (semini)
1g Scorza di limone grattata
2g Sale

- Metodo 1, detto anche sablèe (= sabbiare): mettere nella ciotola dell'impastatrice ( o del robot) la farina con il burro, il sale, la socrza del limone e la vaniglia. Azionare la macchina e fare girare fino a sabbiare completamente il composto (termine che indica un composto granuloso di burro e farina). Aggiungere qiundi lo zucchero a velo e subito dopo i tuorli. Non appena l'impasto si è formato l'impasto spegnere e rovesciarlo sul piano di lavoro leggermente spolverizzato di farina. Formare un panetto regolare, avvolgerlo nella pellicola e riporre in frigorifero per almeno 30 minuti prima dell'utilizzo.

- Metodo 2, classico: mettere nella ciotola dell'impastatrice (o del robot) il burro e lo zucchero e montare fino a quando il composto è soffice. Aggiungere i tuori e quando sono assorbiti la farina e lasciare girare fino alla formazione dell'impasto. Rovesciare sul piano di lavoro infarinato, avvolgere il panetto nella pellicola e riporre in frigorifero per almeno 30 minuti.

Entrambi i metodi garantiscono che non si formi glutine e che quindi la frolla in cottura non si muova. Con il primo metodo ogni granello di farina viene isolato dai liquidi (tuorli) grazie alla sabbiatura con il burro (se questo fosse freddo di frigorifero, la sabbiatura non sarebbe altrettanto efficiente), nel secondo non si da tempo alla farina, che viene aggiunta in ultimo, di formare il glutine.

- Stesura: Quando l'impasto è fatto bene, si presenta bello lisco ed "elastico", nel senso che si stende facilmente con il mattarello (quindi non c'è bisogno di usare molta farina sul piano di lavoro, ma giusto una spolverata) e non si spezza anche quando lo si mette nello stampo che NON DEVE ESSERE NE' IMBURRATO NE' INFARINATO perchè non ce ne è bisogno. La frolla dopo la cottura si staccherà perfettamente. Gli stampi (in alluminio) non dovrebbero nemmeno essere lavati, al massimo passati con uno straccio o uno scottex.

- Cottura: La frolla deve cuocere dolcemente; quindi forno a 160°C per 20-25'. Se la cottura deve essere in bianco, NON VI E' ALCUN BISOGNO DI USARE PESI (carta da forno e faglioli o bigliette di ceramica) perchè non si alzerà. Anche perchè quanti kg di fagioli o bigliette dovrebbe avere in giro un pasticcere nel suo laboratorio?

Quest'ultimo punto era quello che più mi ha lasciata perplessa....ma dopo aver cotto un tot di gusci di crostate e tartellette in bianco, mi sono ricreduta ed ecco perchè metto in vendita le mie bigliette!!!

Pasta Frolla

Questo guscio, l'ho cotto in bianco senza pesi non infarinando nè imburrando lo stampo ed è venuto perfetto, provare per credere!

Un sorriso eureka,
D.

EDIT del 1.12.2010:
I due metodi in realtà non sono intercambiabili ma si distinguono per il risultato finale che si vuole ottenere. Con il metodo sablèe si ottiene una frolla più friabile mentre con il metodo classico una frolla più compatta adatta a tart e tartellette e che può essere tirata anche molto molto sottile senza correre il rischio che si sbricioli una volta riempita.

EDIT del 2.12.2010:
Ho ricevuto una mail in cui mi è stato fatto notare che di questo argomento se ne è parlato qualche giorno fa anche sul forum de "La Cucina Italiana" al quale ho partecipato per anni e che non frequento da un po'. Io non ho voluto rubare nulla o predermi meriti non miei; fra i vari interventi poi c'è quello di Simonetta Rivolti che ha condiviso la ricetta da lei imparata durante un corso ed è praticamente uguale a quella che ho dato io qui e che ho trascritto pari pari dalla dispensina che ci ha dato il pasticcere al corso. Visto che la cosa può suscitare dubbi (solo in chi vede nero e marcio ovunque, che quasi mai si apre ad un confronto adulto e trasparente e che si limita a pettegolezzi, malevolenze e secchiate di veleno dietro le spalle) ma non vedendo la necessità di giustificarmi perchè assolutamente in buona fede, aggiungo il link e lascio libero ognuno di farsi un'opinione e di trarre le proprie conclusioni sulla base di quello che si è avuto modo di conoscere di me, del mio modo di essere e di condividere le fonti di quanto propongo se non è frutto della farina del mio sacco. Eccolo:
http://www.lacucinaitaliana.it/community/forums/t/26248.aspx?PageIndex=1

Questo non voleva essere un post tecnico ma solo un modo per condividere la sorpresa nello scoprire che alcune cose che pensavo fossero importanti e fondamentali in realtà non lo sono. Non ho avuto la pretesa di insegnare nulla o di essere detentrice della verità assoluta; sono del tutto consapevole che esistono diversi tipi di frolla, diversi metodi e diverse scuole di pensiero. Alex, sta sperimentando alla grande in un laboratorio di pasticceria e sta raccogliendo informazioni, ricette e tecniche per farne un post che sarà assolutamente molto più utile, professionale e completo.

lunedì 22 novembre 2010

Pavlova: 34 candeline più 2!

Pavlova
Altro giro di boa.....e due candeline in più da spegnere, una per me e una per questo mio bloggino piccino picciò!
Quando penso al mio compleanno è automatico pensare alla Torta di Pane che in assoluto è la mia torta preferita e che in questa occasione prepara sempre la mia mum; quest'anno, dato il periodo un po' così, avevo bisogno di un tocco colorato e di dolcezza in più ed ero determinata a spendere i miei 40 eurini di buono (frutto del sencodo posto ad una gara di torte...ma questa è un'altra storia!) dal mio amico pasticcere e regalarmi così un bel vassoio di pasticcini allegri e golosi. All'ultimo minuto però ho cambiato idea ad ho deciso di preparare questa torta dal guscio croccante e dal cuore soffice per ricordarmi che la grinta, la gioia e la forza devo trovarle in me e non fuori...insomma che io devo essere il sole nel mio cielo. E alla faccia di questo novembre piovoso e grigio ho spento le mie 34 candeline su una nuvola di fresca, colorata e goduriosissima bontà!!

PAVLOVA
(Per 10-12 persone)
300g Albumi (preferibilmente di 1-2 giorni e tenuti a temperatura ambiente per qualche ora)
600g Zucchero (a velo, zefiro o metà a velo e metà zefiro)
6 Tbsp Maizena
4 Tsp Aceto Bianco
400ml Panna fresca
Frutta per decorare

Montare a bassa velocità (*) gli albumi a neve ferma e successivamente aggiungere lo zucchero uno o due cucchiai alla volta, sempre mantenendo la velocità bassa. Quando lo zucchero è stato incorporato tutto e la meringa si presenta soffice e lucina aggiungere la maizena e l'aceto binaco e amalgamare bene ma delicatamente con una frusta. Disegnare su un pezzo di carta da forno un cerchio di 26-28 cm di diametro e appoggiarlo su una placca. Stendere la meringa nel cerchio ed infornare a 120°C per 1 ora. Spegnere, aprire leggermente lo sportello e lasciare nel forno fino a completo raffreddamento. Montare la panna ben soda (io metto la bacinella e le fruste in freezer per 30 minuti e monto a bassa velocità così non smonta!), stenderla sulla superficie della meringa e decorare con frutta a piacere.

La meringa pavlova deve risultare croccante fuori e soffice ed asciutta dentro...non preoccupatevi se si sono formate delle crepe, sono proprio il suo bello! Non può essere preparata con largo anticipo perchè la meringa altrimenti non si mantiene croccante, comunque regge bene 2-3 ore.
(*) Il mio amico pasticcere mi ha insegnato che per ottenere meringhe super bisogna tenere presente che l'albume "prima si monta e prima smonta" e quindi si deve montare con pazienza a bassa velocità e per lungo tempo. In questo modo l'albume incamera l'aria sotto forma di piccole bolle che lo rendono molto stabile. Inoltre mi ha consigliato di unire tutto lo zucchero lavorando con le fruste elettriche per ottenere delle merighe dal cuore morbido oppure di unire metà zucchero con le fruste elettriche e metà con una frusta o meglio, con le mani, per avere delle meringhe belle secche ed asciutte.
Un sorriso che vuole splendere,
D.
PS. Last but not least....GRAZIE a tutti voi per il vostro bene e per rendere questo bloggino piccino picciò una bella parte di me!