giovedì 5 maggio 2011

Confettura di Fragole con Pepe Nero e Menta Piperita

Strawberry Jam with Black Pepper & Peppermint
Io non amo particolarmente mangiare la marmellata....succede raramentissimo ma adoro farla e questo l'ho scoperto da quando siamo nella casa nuova e mi son trovata costretta ad avviare il mio marmellificio per smaltire tutta la frutta del giardino....io odio buttare via cotantà bontà. Ora però non pensate che io abbia pure un campo di fragole (ci stiamo attrezzando!!)...no, le fragole arrivano dal fruttivendolo e per una volta posso dire che fragole! Già perchè è un po' di anni ormai che non vado molto d'accordo con le fragole che trovo in Italia...mi ricordo che da bimbetta mia mamma ne comprava cassette intere ed erano succose e buonissime, oggi faccio fatica a trovarne di decenti. Ma come è possibile? Comunque, quello che ho comprato erano così buone ma così buone che ne mi son lasciata prendere la mano e ne ho comprata una quintalata per farne una scorpacciata..quando mi ricapita una fortuna così?!
La ricetta è di Christine Ferber e l'unica modifica che ho apportato è stata quello di dimezzare la quantità dello zucchero perchè le sue marmellate sono un po' troppo dolci per il nostro gusto. Il procedimento richiede un po' di tempo soprattutto per la macerazione della frutta però il risultato è garantito!
MARMELLATA di FRAGOLE con PEPE NERO & MENTA PIPERITA
Per 3 vasetti da 300 ml
1,5 Kg Fragole (al netto degli scarti)
750g Zucchero
1 Limone grande
7 Grani di pepe nero
7 Foglie di menta
Lavare velocemente le fragole una volta pulite e metterle in una capiente ciotola di vetro o di ceramica. Aggiungere lo zucchero e il succo del limone, mescolare e lasciare macerare per tutta la notte. Il giorno dopo, versare la frutta in una pentola e portarla ad ebollizione. Bollire per qualche minuto, spegnere, lasciare raffreddare, rimettere tutto nella ciotola di ceramica elasciare macerare tutta la notte. Il terzo giorno mettere la frutta in un setaccio e raccogliere il succo in una pentola. Quando la frutta è scolata bene, portare ad ebollizione il succo su fuoco vivo e cuocere fino a quando non si è ristretto e si raggiungono i 105°C. A questo punto, aggiungere la frutta, il pepe macinato e le foglie di menta, riportare ad ebollizione sempre su fuoco vivace e cuocere per 8-10' mescolando sempre. Controllare la gelificazione con la prova piattino oppure misurando la temperatura, raggiunti i nuovamente i 105°C, la marmellata è pronta. Invasare nei barattoli sterilizzati e tappare immediatamente.
Io ho iniziato di mattina, fatto la prima bollitura la sera e fatto la marmellata la mattina seguente.
Un sorriso rosso fragola,
D.

martedì 3 maggio 2011

Bread & Butter Pudding: Taste Britain # 1

Marmalade & Rum Bread & Butter Pudding

E con oggi si apre la rubrica "Taste Britain"!! E' un po' che ci ragiono su, nel senso che dopo anni di vita in England mi piaceva l'idea di condividere quello che ho imparato della cucina British; molti infatti pensano che questa sia uno dei peggiori tipi di cucina al mondo, altri che addirittura non si possa annoverare come cucina tipica data la scarsità di proposte, io invece penso che non ci siano solo sandwich, crisps, cheese on toast e pies. Negli anni ho cercato di imparare, conoscere e assaggiare il più possibile ed ho scoperto che anche la "perfida Albione" possiede una tradizione gastronomica di tutto rispetto.

Ancora non so come organizzarò questa rubirca anche perchè se è vero che ci penso su da un po' è altrettanto vero che ho sempre tergiversato un po' per la mancanza di tempo e un po' perchè ultimamente piovono incasinamenti a catinelle che mi costringono sempre a fare e disfare programmi. Quindi io mi impegno.....voi prendetemi come viene!

Domenica scorsa si è verificata una congiunzione astrale per cui mi sono ritrovata nel frigorifero latte e panna in scadenza e nella credenza un po' di pane vecchio...come ho deciso di fare il bread & butter pudding mi è anche venuta l'idea di dare un twist alla ricetta così da far fuori la marmellata di arance amare che sostava in frigo da un bel tot (in casa piace solo a me e io mangio la marmellata ogni morte di papa), la glassa avanzata dalla preparazione della colomba e due povere mele.

MARMELADE & RUM BREAD & BUTTER PUDDING
Per una pirofila 35x20

12-16 fette di pane
Burro q.b.
500ml latte
200 Panna fresca
4 Uova medie
5-6 Tbsp Marmellata di Arance amare
2 Manciate Uvetta
1 Stecca di vaniglia
2 Tbsp Rum scuro
2 Mele tagliate a fettine

Glassa (facoltativa)

Togliere la crosta dalle fette di pane (soprattutto se la crosta è dura, se il invece il pane è morbido o in cassetta si può lasciare) e spalmarle tutte con un leggero velo di burro e metà con un po' di marmellata. Accoppiare le fette di pane formando dei sandwich e tagliarli a triangolo (solo se le fette sono grandi). Mettere nella pirofila i triagolini di pane e fra un triangolino e l'altro inserire le fettine di mela. Cospargere con l'uvetta. In una ciotola versare il latte, la panne, le uova, il rum e i semini di vaniglia, sbattere bene e versare questo composto sul pane. Lasciare riposare per 30-40' in modo che il pane si ammorbidisca e nel frattempo accendere il forno a 160-170°C. Cospargere la superficie con qualche cucchiaino di marmellata e con la glassa oppure semplicemente con dello zucchero di canna. Infornare e cuocere per 40-50' fino a quando il pane inizia a caramellare. Servire tiepido con panna liquida, creme fraiche o gelato (io consiglio quello allo yogurt).


Marmalade & Rum Bread & Butter Pudding..

Il pane deve essere vecchio di qualche giorno ed è meglio quello bianco o semi integrale; va bene anche il pan brioche o la treccia al burro (come nel mio caso) ma anche avanzi di panettone, colomba e croissant. E' un dolce molto semplice e molto buono e come potete vedere può essere arricchito a seconda di quello che si ha in casa.

Un sorriso british,
D.

venerdì 29 aprile 2011

Torta Rovesciata al Pistacchio & Pere

Pear & Pistachio Upside Down Cake

Mi sono accorta che ultimamente non faccio altro che postare torte.....in effetti è un periodo che ne sforno una dietro l'altra perchè a casa mi ritrovo una tribù di golosi!! L'abbinamento pistacchio-pere mi era ancora sconosciuto ma devo dire che è stata una bella sorpresa ed ha convinto tutti. La ricetta arriva dal mio sempre più amato Garden Party.

MOELLEUX alle PERE & PISTACCHI
Per 8 persone e una tortiera da 26-28 cm di diametro

14 Zollette di zucchero (circa 80-90g)
6 Pere non troppo mature
150g Pistacchi di Bronte sgusciati
200g Zucchero
200g Burro
4 Uova (pesate con il guscio devono essere circa 200g)
200g Farina
Mettere le zollette di zucchero in uno stampo a bordi alti (*) e versare 1/2 bicchiere di acqua. Poggiare sulla fiamma e preparare un caramello biondo. Distribuire bene il caramello (attenzione che scotta!) sul fondo e lungo i bordi dello stampo. Sbucciare le pere, tagliarle a spicchi e sistemarle a raggera sul caramello. Accendere il forno a 200°C e tritare i pistacchi con metà dello zucchero. Sbattere molto bene il burro morbido e lo zucchero fino a quando si ottiene un composto bianco e soffice. Aggiungere un uovo alla volta e poi la farina continuando a sbattere. Infine aggiungere i pistacchi tritata e mescolare bene. Versaere l'impasto sulle pere ed infornare per 40' (prova stecchino). Sfornare, lasciare raffreddare e sformare rovesciando la torta.
(*) Sarebbe meglio che lo stampo non fosse a cerniera. Se possedete solo quel tipo di stampo allora il mio consiglio è di preparare il caramello in un pentolino, mettere a scaldare lo stampo su un fornello a parte e poi versare il caramello nello stampo caldo in modo che si distribuisca bene senza indurirsi subuto.

Se non avete a disposizione i pistacchi si possono usare mandorle o nocciole. Si possono anche usare pesche, albicocche e prugne. Non appena sarà stagione una prova albicocche e pistacchi non me la toglie nessuno!!!

Un sorriso e buon week end!,
D.

martedì 26 aprile 2011

Colomba, Parte 2: ...è anche buona!

Colomba

Adesso sì che posso dire di essere completamente soddisfatta!!....Certo si può ancora migliorare ma per essere stata il risultato di una botta di testa, questa colombella è stata veramente apprezzata.

Per la ricetta ho messo insieme diversi spunti presi dai vari libri sui lievitati che ho, uno su tutti "La Pasta Lievitata secondo l'Etoile" e il procedimento è un po' eretico perchè non ho fatto due impasti e quindi due lievitazioni.

COLOMBA, My Way
Per 2 colombe da 1kg

LIEVITINO
200g Lievito Madre (che deve essere bello arzillo!)
200g Farina 00 forte (Rieper Gialla)
100g Acqua
100g Latte

Impastare tutti gli ingredienti e lasciare lievitare almeno fino al raddoppio. Il mio lievitino in circa 4 ore è quasi triplicato.

IMPASTO
500g Farina 00 forte
50g Latte
100g Patata bollita e schiacciata
200g Tuorli
275g Burro
250g Zucchero
2 Stecche di vaniglia
60g Marmellata di arance amare
1 Tbsp Miele di acacia
20 g Cioccolato bianco
15 ml Rum
200g Scorza d'arancia candite (devono essere buone non quelle striminzite del supermercato)
100g Uvetta (o se preferite, gocce di cioccolato)

Raschiare i semini della vaniglia, metterli nel mixer insieme al cioccolato bianco, al rum, al miele e alla marmellata e frullare fino ad ottenere una cremina. Nella ciotola dell'impastatore (io ho il KA) mettere il lievitino, la farina, il latte, la cremina di aromi e la patata schiacciata, azionare a velocità 1 e lasciare incordare. L'impasto sarà abbastanza consistente. Aggiungere i tuorli e lasciare incordare (a velocità 2). Questa è la parte più lunga e che crea più patemi d'animo. Non disperare perchè se si utilizza una farina forte alla fine si otterrà un impasto liscio e perfettamente incordato. Aggiungere il burro un pezzetto alla volta e ogni volta aspettate che l'impasto prenda di nuovo corda prima di aggiungere il pezzetto seguente. Con l'ultimo pezzattino di burro aggiungere i canditi e le uvette (o le gocce di cioccolato) e lasciare incordare. Rovesciare l'impasto sul piano di lavoro e lasciare riposare per un'ora. A questo punto dividere l'impasto in due parti, pirlare (cioè arrotolare stretto) e lasciare riposare altri 15-20'. Ripetere la pirlatura e procedere con la formatura. Prendere 2/3 dell'impasto per formare la testa, il corpo e la coda e suddividere il rimanente 1/3 in due per formare le ali. Mettere a lievitare coperto in un luogo tiepido fino a quando l'impasto a raggiunto i bordi dello stampo. A questo punto scoprire le colombe, lasciare all'aria per 10 minuti per formare una pellicina e glassare

GLASSA
50g Mandorle dolci
5-10 Armelline (mandorle amare)
100g Nocciole tostate
100g Zucchero
20g Amido di mais
10g Fecola
80g Albume
Mandorle Intere
Zucchero a velo
Granella di zucchero

Tritare finemente le mandorle dolci, quelle amare e le nocciole insieme a metà dello zucchero. Aggiungere il resto dello zucchero, la maizena e la fecola e 2/3 dell'albume. Mescolare e se necessario aggiungere l'albume restante. La glassa non deve essere nè troppo dura nè troppo liquida. Quando l'impasto è arrivato allo stampo glassare con l'aiuto di una sac a pochè, decorare con la granella di zucchero e le mandorle e infine cospargere tutta la superficie con lo zucchero a velo. Sarebbe meglio preparare la glassa qualche ora prima.
Cuocere in forno a 200°C per 10-15' e poi abbassare a 170°C e cuocere per altri 40'. Si può verificare la cottura misurando con un termometro a sonda la temperatura del cuore della colomba. Quando raggiunge i 95-98°C la cottura è perfetta. Sfornare, infilare i ferri da lana e capovolgere (per un minimo di due ore) per il raffreddamento.

Un sorriso buono,
D.

venerdì 22 aprile 2011

Colomba, Parte 1: Bella è Bella!

Colomba

Quest'anno per Pasqua pensavo di trovarmi del tutto impreparata rispetto agli scorsi anni perchè la voglia di preparare manicaretti vari era pari a zero; invece l'altra mattina dovendo decidere cosa fare di un bel lievitino pronto per l'uso ho deciso che avrei fatto qualcosa di dolce e non sempre il solito pane. All'inizio pensavo di rifare questo pandolce davvero spettacolare poi in corso d'opera si è insinuata nella mia mente l'idea della colomba e così ho modificato la ricetta e incrociato le dita. Le dita sono ancora incrociate perchè non volendo sfidare ulteriormente la sorte (e anche un po' per pigrizia!) non ho voluto replicare e quindi le mie due colombelle sono ancora lì che aspettano di essere assaggiate! Una la proveremo sicuramente domenica e la seconda avrà un destino incerto: se la mia tribù Del Monte dice sì, verrà portata al picnic di Pasquetta (tempo permettendo), se invece sarà un flop, finirà a pezzi in una scatola di latta e mangiata a colazione dalla mia mum che nel corso degli anni (e dopo numerose prove!) si è aggiudicata il ruolo di spazzolatrice di casa.

La ricetta con i commenti della tribù arrivano lunedì.....per il momento vi auguro una splendida Pasqua e come sempre grazie per il vostro bene.

Un sorriso speriamo che sia anche buona!,
D.

venerdì 15 aprile 2011

Panini Integrali: Felicità...

Wholemeal Panini

...è un bicchiere di vino con un panino, la felicitaaaaà. E non c'è cosa più vera perchè ieri sera quando per cena mi son mangiata uno di questi panini appena sfornati ripieno di peperoni lunghi verdi passati in padella mi sono riappacificata con l'universo ed ho pensato che non ci fosse niente di più buono al mondo!

Per la ricetta ho preso spunto dal numero di Aprile di A Tavola e ve la consiglio proprio caldamente perchè nella loro semplicità questi sono fra i panini più buoni mai fatti. Il grosso merito va al tipo di farina integrale usata, la farina Petra 9 del Molino Quaglia.

PANINI INTEGRALI
Per 6-8 panini

Per il lievitino
150g Lievito Madre (oppure 2g lievito di birra)
150g Acqua frizzante
150g Farina Petra 9 (*)

In una ciotola sciogliere il lievito madre nell'acqua, aggiungere la farina e mescolare bene. Coprire con pellicola e lasciare lievitare tutta la notte nel forno spento. Nel caso usiate il lievito di birra si deve ottenere comunque una specie di pastella molto consistente.

Per l'impasto
Lievitino (oppure 10g lievito di birra, per l'impasto diretto)
500g Farina Petra 9
150-200g Acqua
1 Tbsp Malto
15 g Sale
30-40g Olio extra vergine

In una ciotola mettere il lievitino, la farina, il malto, l'olio e l'acqua. Impastare e quando si forma una palla "rugosa", lasciare lievitare per 20' coperta con un panno. A questo punto aggiungere il sale ed impastare fino a quando l'impasto è liscio ed elastico. Metterlo a lievitare in una ciotola unta di olio fino al raddoppio (io ho messo a lievitare alle 8 del mattino e lasciato fino all 15 quando era quasi triplicato). Versare l'impasto lievitato molto delitamente sulla spianatoia e sempre delicatamente allargarlo con le mani ad uno spesso di 1,5-2 cm. Con un coppapasta da 10 cm di diametro formare i panini, metterli sulla placca del forno ricoperta con carta da forno e lasciarli lievitare coperti per un paio di ore. Si possono anche tagliare dei quadrotti con un coltello affilato in modo da non avere scarti di pasta dopo la coppatura (io comunque ho infornato anche quelli stando attenta a non farli bruciare). Cuocere in forno a 190-200°C fino a quando sono belli dorati (circa 20-30'). Consiglio di utilizzare il forno ventilato negli ultimi minuti di cottura abbassando però la temperatura di 10-15 °C.

Come vedete negli ingredienti se non avete il lievito madre potete benissimo farli usando il lievito di birra: circa 2g se volete fare l'impasto indiretto (con lievitino) oppure circa 10g per l'impasto diretto (senza lievitino).

(*) Per la farina, se non riuscite a trovare la Petra 9, cercate comunque (magari in negozi di prodotti bio) una farina integrale a tutto grano.

Un sorriso super e buonissimo week end!
D.

PS. Il giorno dopo rimangono croccanti e non sono per niente gommosi....lo so perchè ho deciso di mangiare il panino preparato per la foto per pranzo (alla faccia della dieta..ho forza di volontà pari allo zero assoluto!) e ne ho appena dato un morso...

martedì 12 aprile 2011

Crostata alla Ricotta & Arance

Ricotta & Orange Tart

E con questa posso dire di aver concluso la fase svuota dispensa. Ho portato in cantina anche lo spremiagrumi perchè fino all'anno prossimo non voglio più sentir parlare di arance, pompelmi & co. Le ultime pere e mele della stagione son lì che mi guardano ma so già di che morte farle morire!!

La ricetta di questa crostata arriva da un libro che io adoro, Garden Party della Guido Tommasi (che pure adoro) e che ho scoperto grazie a Wiggi visto che un giorno le ho commissionato l'acquisto di un libro su aperitivi, pranzi e feste in giardino e lei mi ha portato questo piccolo gioiellino. Questa crostata è buona e profumata e l'abbraccio fra ricotta e fiori d'arancio non può che ricordare alle papille gustative la tanto amata pastiera.

CROSTATA alla RICOTTA & ARANCE
Per una tortiera da 30cm

1 Rotolo di pasta brisée (io ho fatto e usato la pasta frolla, circa 400-450g)
2 Arance biologiche
1 Limone biologico
3 Uova
120g Zucchero
1 Tbsp di miele di tiglio o di lavanda
750g Ricotta
1 Tbsp Farina
1 Tbsp Acqua di fiori d'arancio

Foderare con la pasta frolla la tortiera e accendere il forno a 180°C. Grattugiare la scorza del limone e di un'arancia e spremerla anche. Sbattere i tuorli con la metà dello zucchero ed il miele. Unire la ricotta (se molto fresca, lasciarla sgocciolare in un colino per un po'), la farina, la scorza degli agrumi, l'acqua di fiori d'arancio e il succo d'arancia. Sbattere gli albumi a neve, versare lo zucchero rimasto e continuare a sbattere fino a quando il composto è lucido. Incorporare gli albumi al resto e versare tutto nella tortiera. Tagliare la seconda arancia a fette sottili e sistemarle sulla torta. Cuocere in forno per 40-50'.

Un sorriso allegro,
D.